Ichnussa

la biblioteca digitale della poesia sarda

Quattro mori

Alba ulassese

Berbos

(scongiuri)

 

 

 

Sos berbos sono un parte molto caratteristica delle credenze superstiziose della Sardegna. Circondati per secoli da un alone di mistero quasi impenetrabile solo recentemente è stato possibile svelarne il segreto. Si tratta di una sorta di riti e preghiere antichissime certamente anteriori ai saraceni, ai latini ed ai cartaginesi  che i sardi hanno saputo conservare gelosamente. Esistono moltissimi berbos, i più comuni sono contro il malocchio, per legare l’aquila (impedirgli di uccidere gli agnelli), per distruggere i vermi degli animali, per distruggere le cavallette, i bruchi, le cimici, gli insetti, etc. ed anche per curare il mal di pancia, stiramenti muscolari, etc.

La fede cristiana che certamente ha aggiunto ai berbos il segno della croce li domina. Solo chi ha fede può sperare nella loro efficacia. Per gli altri sono inutili.

Chi conosce sos berbos non li può svelare o perderanno ogni valore. E’ possibile trasmetterli ad uno o più discendenti solo a condizione che la trasmissione avvenga a persone più giovani, che imparino la preghiera a memoria ed esclusivamente in giorni festivi prefissati.

Spesso la cerimonia prevedeva un vero e proprio rituale completo di recita delle preghiere con l’utilizzo di acqua e grani di sale grosso che venivano sciolti in un bicchiere d’acqua usato poi per segnare il paziente in fronte, nel cuore, nei polsi, nelle caviglie, etc. L’acqua rimasta veniva buttata addosso e bevuta senza che se ne perdesse neanche una goccia.

.


Opere disponibili:

Estratto da Estratto da
Estratto da
Estratto da Estratto da
Estratto da Estratto da
Estratto da Estratto da
Estratto da    
       

 

Home
Home
Scrivici
Indietro
indietro

_______________________________________________________________

© 2005-2010 Ass. cult. "Sa perda e su entu" - Ulassai. Giuseppe Cabizzosu