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Quattro mori

Alba ulassese

Melchiorre Dore - Calvisi

(Bitti 1770 - Nuoro 1851)

 

 

 

Melchiorre Dore sortì i natali nel paesello di Garofai, sobborgo di Bitti, ma Parrocchia autonoma, il 6 maggio 1770, dai coniugi Fedele Dore e Mariantonia Calvisi. All'età di dieci anni fu affidato dai genitori ai padri della Compagnia di Gesù, nel collegio Canopoleno di Sassari, ove godette la borsa di Pievano di Bitti e Garofai. Compiuti brillantemente gli studi di umanità, retorica e filosofia, si iscrisse nella facoltà teologica dell'Ateneo di Sassari ed ottenne la laurea in Sacra Teologia, con pieni voti.

Aveva spiccata tendenza per gli studi biblici e soleva dire, nella tarda età, che aveva letto la bibbia per ben venti volte. Dei suoi prediletti studi diede uno splendido saggio con la pubblicazione in lingua sarda-logudorese "Sa Gerusalemme vittoriosa" con il commento del suo condiscepolo, sen. Giovanni Spano, docente si S. Scrittura dell'università di Cagliari. Scrisse anche molte poesie erotiche per puro dilettantismo. Nel 1795 fu ordinato sacerdote dal vescovo di Nuoro mons. Giovanni Antioco Serra Urru e fu subito destinato all'apostolato parrocchiale, come vice curato prima a Bitti e poi a Nuoro.

Nel 1804 conseguì, in seguito a concorso, la Rettoria di Posada, di cui ottenne le Bolle Pontificie il 6 novembre e prese possesso della parrocchia nel dicembre successivo. Il 5 settembre 1828 fondò un canonicato nel capitolo della cattedrale di Nuoro, col titolo di Sant'Antonio abate. Egli fu anche il primo possessore ma, non essendo tenuto alla legge della residenza, conservò il beneficio parrocchiale di Posada fino alla sua morte. Si trasferì a Nuoro nel 1845 e visse di preghiera, di studio e carità.

La sua borsa fu sempre aperta per i bisogni della costruenda cattedrale di Nuoro, cui erogò parecchie migliaia di scudi, come rilevasi dall' Archivio Capitolare.

Era semplice di costumi, di cuore largo e  di mente elevata. Lasciò la sua casa di Nuoro al nipote avvocato can. Giorgio Asproni.

Morì il 20 luglio 1851 e fu sepolto nella tomba dei canonici, nella cattedrale.

 

 


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